domenica 2 settembre 2012

0 Il "caso Neovitruvian". 2- I rischi dell'interpretazione.

Un'immagine del film Prometeus, "recensito" da Neovitruvian.

In poche parole, se all'avviso degli autori del blog è possibile interpretare un'immagine, un codice, anche un semplice numero come un riferimento velato alla massoneria, da ciò stesso si desume che proprio questa, e non altre, fosse l'intenzione originaria di chi ha inserito quel simbolo, che proprio questa sia l'interpretazione corretta del simbolo.

Dopo aver spiegato perchè non sia legittimo dedurre, dal semplice presupposto che ci sia un'influenza sui mass-media da parte dei cosiddetti poteri forti, che ogni singolo prodotto culturale venga direttamente manipolato nel profondo da parte dei medesimi poteri forti (per spiegazioni terminologiche rileggere l'articolo sopra citato), passerò al cuore della mia critica: ritengo che la stessa modalità interpretativa utilizzata dai gestori del sito Neovitruvian.it sia imprecisa e parziale; e che, di conseguenza, molto spesso arrivi a conseguenze errate o non dimostrabili. Per cominciare, bisogna chiedersi infatti quali siano le regole basilari dell'interpretazione; secondariamente, se gli scrittori di Neovitruvian le seguano.

°Il bon ton della corretta interpretazione.
Sulla tematica dell'interpretazione sono stati scritti fiumi di libri; molti di straordinario valore. Basti pensare semplicemente al classico di Gadamer. Quì, ovviamente, non miriamo ad un trattato sistematico, e filosoficamente approfondito, su questa modalità del conoscere (ma non sarebbe più esatto, potrebbe chiedere qualcuno, definire l'interpretazione come il conoscere stesso, in sè e per sè?). Ci limiteremo, dunque, ad esporre alcune regole di "buon senso", che credo siano intuitive e largamente condivisibili. Non intendiamo dire con ciò che siano scontate; nascono sulla base di determinate prese di posizione filosofiche - che non potremo, quì, esplicitare per esteso.
Per una corretta interpretazione di un'opera, dunque, a mio avviso i criteri essenziali sono:


- Avere cura di trovare gli elementi per la propria lettura all'interno dell'opera stessa; questa regola è ciò che si potrebbe chiamare "l'oggettività dell'interpretazione". Non ha senso, o quantomeno non ne ha per noi, sovrapporre criteri di valutazione, idealità, principi programmatici che non trovino appiglio all'interno dell'opera in esame.
 Questo probabilmente è un criterio che cozza con molte delle tendenze interpretative contemporanee, una su tutte: la lettura psicoanalitica di opere del passato; e, più in generale, qualsiasi tipo di lettura "abissale", che ritenga di poter legittimamente trarre fuori "dal profondo", all'interno del "non-detto" dell'opera criteri di lettura non immediatamente palesi nè sulla superficie delle immagini della stessa, e neppure nelle intenzioni coscienti dell'autore. Ebbene sì: si potrà anche non essere d'accordo con la mia opinione, ma io trovo che letture del genere siano sempre un azzardo. Per rischiare interpretazioni tali, ritengo, bisogna essere estremamente cauti nel trovare, come sopra dicevo, degli agganci ben fondati all'interno del testo. Altrimenti, più che raggiungere la Gadameriana fusione di orizzonti, si rischia piuttosto di sovrapporre il proprio orizzonte a quello dell'artista, schiacciandolo.

- Trovati degli elementi capaci di fondare oggettivamente la propria interpretazione, avere cura di leggerli tenendo conto del contesto (storico, economico, ecc.), della vita e delle convinzioni/intenzioni dell'autore.I dati in sè, spesso, sono muti. Non basta sapere, per esempio, che sia rappresentata una piramide massonica all'interno di un dipinto: bisogna capire quale sia il contesto all'interno del quale quel simbolo prende senso; e non un contesto "generico", ma più specificamente il contesto dell'autore: quali siano i suoi desideri, i suoi scopi, perchè inserisca quella figura.

(Ha un bel dire, buona parte della critica letteraria contemporanea, che "non conta l'intenzione dell'autore, ma ciò che il lettore recepisce": perchè senza un approccio con le idee e le intenzioni dell'autore si rischia sempre l'equivoco; più ancora, si rischia un equivoco impossibile da chiarificare, quel tipo di equivoco per cui tutte le interpretazioni sono possibili, e nessuna è vera).

 
Bene, il punto centrale della mia critica è che il sito Neovitruvian, a mio avviso, non rispetta nessuna di queste cautele necessarie ad un'interpretazione ben fondata.


Lo scrittore può dilungarsi, ad esempio, nel sostenere che all'interno del "Prometeus" di Ridley Scott sia rappresentata l'agenda trans-umanista e luciferiana delle elite dietro il Nuovo Ordine Mondiale: ma quali sono le opinioni dell'autore al riguardo? Siamo sicuri che Ridley Scott abbia voluto esaltare un futuro in cui dei cyborg possono rimpiazzare l'umanità in molti dei suoi compiti? Non è, invece, altrettanto probabile che tematiche del genere siano rappresentate per esprimere la diffidenza (o il timore) del regista verso un simile scenario? Questo significa che, appunto, la presenza di un tema di per sè non implica un'interpretazione. Qualcuno si sarebbe dovuto dare la pena di informarsi sulle opinioni dell'autore riguardo simili argomenti, prima di farne un araldo del transumanesimo. Di ciò, invece, nessuna traccia. Questa interpretazione rimane, dunque, al massimo una ipotesi da verificare (e da capovolgere, casomai, nel suo opposto); di certo non una verità palese, come Neovitruvian vuole far credere ai suoi lettori.

E che dire di quando la presenza di un simbolo viene presa di per sè, ignorando completamente il contesto dell'opera nel suo insieme? E' il caso dell'articolo sullo show della Disney Gravity Falls. Quì la presenza di piramidi massoniche, occhi fluttuanti, copricapi stile fez ed homunculi in bottiglia viene già da sè considerata come prova delle intenzioni propagandistiche del cartone animato... senza considerare che è un cartone ambientato nel museo più bizzarro del mondo, un museo dell'occulto... ed è ovvio, dunque, che riutilizzi simboli che, nel nostro immaginario, sono tra i più rappresentativi del mondo della magia; senza per questo obbedire a precise volontà propagandistiche (a meno che parlare del fantastico e della magia in un cartone animato sia, ciò stesso, propaganda; ma ritengo che nessuno si spingerebbe così lontano da affermarlo). Vi è, infatti, un livello di diffusione dei simboli che potrei definire involontaria: quella per cui un simbolo entra a far parte dell'immaginario collettivo e, pertanto, viene in seguito "ingenuamente" riutilizzato per rappresentare, in modo immediatamente comprensibile alle masse, un intero ambito.

Accanto a questi esempi di interpretazioni imprecise e, tutto sommato, infondate, si trovano su Neovitruvian singoli e sporadici casi di interpretazioni realmente ben fatte e che seguono a dovere le verifiche che l'onestà intellettuale richiederebbe: ad esempio quella sul cortometraggio I, Pet Goat II. Quì la presenza di simboli esoterici è non solo palese, ma anche effettivamente coerente con il contesto: essa risponde, per di più, anche all'agenda e alle intenzioni dichiarate degli autori.

Mentre non posso che esortare gli autori di Neovitruvian a sforzarsi di produrre interpretazioni sempre più accurate, oggettivamente motivate e verificabili come l'ultima da me citata, invito al contempo voi lettori ad una maggiore accortezza nei confronti di tutto ciò che leggete: il fatto che un'interpretazione sia possibile non comporta, di per sè, che essa sia fondata nè che sia l'unica vera. Ciò vale tanto per quello che trasmettono i mezzi di informazione ufficiali e di massa, che per ciò che affermano i cosiddetti paladini della contro-informazione. In un caso o nell'altro, solo un sano scetticismo - unito alla voglia di richiedere prove e di tentare verifiche - può tutelare dal cadere in facili abbagli.





lunedì 6 agosto 2012

0 Il "caso Neovitruvian". 1- Le influenze sui mass-media.

 
Yeah, sto esponendo un dollaro con piramide massonica. Sarò anche io uno di "loro"?

Come vi accennavo nel post di presentazione del blog, prima o poi potrebbe capitarvi di trovare quà e là articoli che parlano (per criticarne o appoggiarne le tesi) di questioni cosiddette "complottiste".
Ebbene, mi ritrovo a scriverne uno prima di quanto credessi. Spiace, ma non sono riuscito proprio a trattenermi. Ritengo che il sito di cui andrò a parlarvi faccia, spesso, un pessimo uso della fiducia dei propri lettori, utilizzando un metodo di ricerca che trovo, per dirla con un eufemismo, impreciso e confusionario.
Passerò a introdurvi la questione.


°Il "caso" Neovitruvian.

Neovitruvian.it
è, semplificando, un sito-blog che si occupa di simbologie, esoterismo e occulto. Specie con lo scopo di rendere palese, agli occhi degli spettatori digiuni di tali materie e tendenzialmente dis-informati, i "simboli" e i messaggi subliminali presenti in gran quantità nei prodotti dei mass-media.
Lo scopo, a modo suo, è nobile e meriterebbe sincera stima. Specie da parte di chi, come il sottoscritto, ritiene possibile l'influenza di altre forme di potere (anche quelle cosiddette "occulte", che potrei molto più semplicemente definire "settarie") sui mass-media e ritiene dunque che quella dei messaggi subliminari potrebbe davvero essere qualcosa da cui mettere in guardia i fruitori di prodotti culturali.

Il problema sorge quando, dalle nobili intenzioni generiche, passiamo alle loro applicazioni concrete.
Neovitruvian.it infatti non si limita a palesare dei messaggi subliminali chiaramente riscontrabili ad un'analisi attenta dei singoli fotogrammi: presume piuttosto di leggere, dietro singoli numeri, fotogrammi, parole, immagini e scatti, messaggi che divengono significativi solo seguendo un'interpretazione esoterica; più precisamente la loro interpretazione esoterica, che viene dunque, acriticamente e senza alcuna altra prova che la semplice possibilità stessa di una simile lettura, spacciata per l'unica lettura oggettivamente valida; più radicalmente ancora, l'interpretazione degli autori del blog viene fatta passare come la vera intenzione dell'autore del film, libro, videoclip, eccetera.

In poche parole, se all'avviso degli autori del blog è possibile interpretare un'immagine, un codice, anche un semplice numero come un riferimento velato alla massoneria, da ciò stesso si desume che proprio questa, e non altre, fosse l'intenzione originaria di chi ha inserito quel simbolo, che proprio questa sia l'interpretazione corretta del simbolo.
Ritengo - e beninteso è un'opinione soggettiva ma, credo, azzeccata - che una simile operazione abbia, alle spalle, due premesse mai rese esplicite che potrebbero suonare, più o meno, così:

Dato che è possibile leggere questo simbolo presente in un film/libro/videoclip come un riferimento esoterico (premessa 1), e dato che tutti i mass-media sono controllati da poteri economici favorevoli alla massoneria e alle loro credenze esoteriche (premessa 2) dunque il simbolo E' un riferimento esoterico (conclusione).

Per amore di discussione, ed anche perchè un qualche versione di tale tesi è centrale per buona parte delle teorie del complotto, partirò dalla seconda premessa.

°Tutto ciò che potrebbe essere influenzato dai cosiddetti poteri forti, è effettivamente influenzato da tali poteri?

Altresì: (1) è lecito passare da una mera potenzialità ad un fatto, o dedurre che ciò che è vero in certi casi, sia automaticamente vero in tutti?
E nel contesto, dunque: (2) possiamo considerare qualsiasi film o prodotto culturale frutto di una produzione non-indipendente come propaganda di qualche forma di regime voluto da dei "poteri forti", per il fatto stesso di essere frutto di una produzione non-indipendente? Non avremo bisogno di analizzare i singoli casi per discernere quali film siano funzionali ad una propaganda? Possiamo già automaticamente buttarli tutti nel calderone per il fatto stesso di essere stati in qualche modo finanziati da un certo tipo di potere economico?

Che il punto (1) sia illogico è palese. Semplicemente la conclusione non segue dalle premesse. Non si può passare da una possibilità meramente teorica (X può essere controllato) alla sua attuazione costante ed uniforme (X viene controllato, e viene controllato sempre) a meno di avere a disposizione un elemeno ulteriore che giustifichi perchè qualcosa che potrebbe accadere, effettivamente accade. E questo va verificato nei casi singoli, a meno di disporre di una legge generale (e in questo caso non ne disponiamo).

Prima di passare al punto (2) avrò bisogno di un chiarimento terminologico. Finora ho usato dei termini altamente generici, come "mass-media", "influenza", "poteri forti", "regime".
Spiegherò sinteticamente cosa intendo per questi vocaboli. Invito i lettori ad accettare le definizioni così come vengono fornite: ognuna di esse, in realtà, nasconde una teoria; per spiegare la quale occorrerebbero un pari numero di articoli.

Intendo per mass-media, semplicemente e genericamente, tutte le forme e tutti i mezzi di produzione culturale di massa. In questo vocabolo farò rientrare dai blog visibili su internet, a siti fortemente centralizzati, inclusivi e diffusi come YouTube e Facebook, case editrici, giornali, case produttive cinematografiche, televisioni, etichette discografiche. Per prodotti culturali intendo tutto ciò che viene creato dai media sopra elencati. Quando parlo di poteri forti intendo quella ragnatela di potenze economico-politiche in grado di acquistare, finanziare, influenzare i media. E che, rispondendo a finalità non meramente economiche (ossia il "semplice" profitto) ma anche politiche, sono dotate di un'agenda propria. Altrove li definisco anche occulti per indicare, con due differenti sfumature di significato entrambe incluse nella definizione, che sono sia semplicemente non palesi, cioè non desiderosi di palesare l'esistenza e gli scopi di una tale influenza; sia esoterici, ossia vincolati ad uno specifico credo pseudo-religioso o mistico, di cui utilizzerebbero le simbologie ed i miti. Chiaro esempio di un simile potere sia economico, che politico, che occulto in entrambi i sensi, è la Massoneria. Regime, infine, è l'insieme dei poteri economici, sociali e politici che mantengono e foraggiano un determinato status-quo.

Ammettiamo per amor di discussione che effettivamente TUTTI i mass-media principali possano venir influenzati da qualche forma di potere economico-politico occulto. (E beninteso, io condivido questo assunto, ma motivarlo richiederebbe un altro articolo a sè). Dal fatto che una cosa possa essere influenzata, non deriva che così sarà sempre ed in ogni caso, come abbiamo già detto. E nello specifico, pensare che ogni singola manifestazione culturale sul pianeta sia direttamente manipolata da poteri forti occulti, e manipolata in un senso favorevole alla loro agenda, è una prospettiva irrealistica e controproducente.
Innanzitutto per la pura e semplice mole dei prodotti. Per manipolare in modo diretto, ossia con un atto "esterno" e diretto al preciso e consapevole fine dell'attuazione dell'agenda, servirebbe un controllore consapevole della stessa per ogni opera culturale. Ci ritroveremmo con centinaia di migliaia di operatori consapevoli di star servendo precisamente un' agenda segreta. E' ovvio che con una massa tale di gente consapevole di essa fin nei dettagli necessari ad inserire messaggi e simboli precisi in ogni opera culturale, una tale agenda non potrebbe più affatto essere segreta - nemmeno nel senso basilare di "scopo non dichiarato palesemente da un'elite". Ciascuno di noi saprebbe esattamente tutto quello che sta succedendo senza bisogno di ricorrere a siti quali Neovitruvian, per il semplice fatto che una tale massa di operatori "prezzolati" consci dei dettagli di una tale agenda non riuscirebbero minimamente a tenere per sè queste informazioni. Oltretutto, una manipolazione di scala così vasta presupporrebbe che nessuna opera difforme dall'agenda riesca ad accedere ai mass media ed al grande pubblico. Una così immane opera di censura non potrebbe essere messa in atto a meno di dissolvere, istantaneamente e sotto gli occhi di tutti, qualsiasi mera facciata di democrazia oggi rimanga in piedi all'interno degli stati occidentali. Dunque, possiamo ribaltare l'assunto (2): non tutto ciò che potrebbe essere controllato, viene di fatto controllato; altrimenti, il controllo stesso sarebbe portato sotto gli occhi di tutti.

Dunque, l'influenza dei poteri forti e di quelli occulti sui mass-media, se c'è, deve manifestarsi solitamente in forme senz'altro più sfumate: sicuramente non tanto pervasive da entrare direttamente all'interno dei contenuti di tutte le opere per riempirle di simboli esoterici.
Con ciò non voglio negare la possibilità che alcune, singole opere abbiano in sè simboli e temi rispondenti a questa o a quell'altra agenda politica e culturale: voglio negare piuttosto che sia verosimile ritenere acriticamente che tutte le opere culturali massmediatiche siano frutto di manipolazione o controllo diretti.

Dovremo quindi calarci in un più minuto lavoro interpretativo delle singole opere, cercando caso per caso la presenza di un controllo diretto e di una simbologia chiaramente rispondente ad una precisa agenda.  Ed effettivamente, Neovitruvian.it ed i suoi autori si prodigano anche in un tale sforzo. Ritengo, però, che il metodo da loro usato in questo lavoro interpretativo sia completamente impreciso, e possa portare a pesanti errori di valutazione. Nel secondo articolo dedicato all'argomento, parlerò esattamente di questo.




mercoledì 1 agosto 2012

2 La giustizia è un'equazione? Ossia: la Giustizia oltre la Pena.

Goya - Fucilazioni del 3 maggio
"Il mondo [...] del mito indiano e greco sono eternamente uguali e senza uscita. Ogni nascita è pagata con la morte, ogni felicità con la disgrazia. Uomini e dèi possono cercare, nell'intervallo a loro disposizione, di distribuire le sorti secondo criteri diversi dal cieco destino: da ultimo l'esistente, la realtà, trionfa anche su di loro. Anche la giustizia, strappata al fato, reca i suoi lineamenti [...] Colpa ed espiazione, felicità e sventura, sono così, per la giustizia mitica come per quella razionale, i membri di un'equazione. La giustizia si perde nel diritto. [...] Il suo strumento è l'uguaglianza [...] che regola, nella civiltà, la pena e il merito. Il passaggio dal caos alla civiltà [...] nulla ha mutato al principio dell'uguaglianza."
(Horkheimer-Adorno, Dialettica dell'Illuminismo, p.26)

Lo strumento della giustizia è l'uguaglianza: lo stesso concetto espresso dal luogo comune secondo il quale giustizia sarebbe "pagare i meriti con uguali ricompense, le colpe con uguali pene".
Ma conseguenza di questa visione, a primo acchitto scontata e corretta, è che la giustizia viene intesa appunto come lo stabilirsi di una semplice equazione. Equazione che può al massimo ristabilire il bilanciamento di un ordine, non emendarlo:  far corrispondere ad una colpa una pena non è altro che il tentativo di "chiudere il cerchio" riequilibrando i fattori in modo tale da ricostruire un ordine corrispondente a quello iniziale; il quale non può mai, dunque, venir migliorato dall'applicazione di una tale forma di giustizia; ma, tutt'al più, restaurato. La giustizia così ideata non conta tra i suoi compiti quello di instaurare circoli virtuosi: ma solo quello di evitare, quando può, quelli viziosi tramite la restaurazione di un bilanciamento.

Il modo in cui si tenta di raggiungere tale bilanciamento punta non è, poi, altro che un gioco al ribasso: si pensa di pagare un atto di forza (indebito - il crimine) con una secondo atto di forza (questa volta visto come lecito - la pena) che corrisponda alla gravità della prima. Bisognerebbe domandarsi se infliggere un danno al colpevole possa eliminare il danno arrecato alla vittima: se questo può essere vero nei casi in cui il danno è pecuniario, e può essere semplicemente ripagato con una multa di una somma conveniente rispetto a quella persa dalla vittima, in casi ben più irrimediabili e gravi ciò si dimostra, alla luce della comune esperienza, una pura illusione. Nei casi di omicidio, violenza e via dicendo nessun tipo di coazione sul colpevole può veramente annullare il danno subito dalla vittima. La pena, in questi casi, non è altro che una seconda coazione, seppur legittimata dal nostro senso dell'equità e dal già citato concetto di uguaglianza, che si aggiunge alla prima senza cancellarla.

Mi pare che una giustizia del genere sopra elencato sia, in fin dei conti, una giustizia che prende atto dell'impotenza umana di fronte alla realtà dei fatti bruti: quell'impotenza che, non potendo eliminare il male alla radice, si limita a "ripagarlo" con altro male; una giustizia che accetta acriticamente l'ordine di partenza (quello precedente al crimine) come buono, senza metterlo in discussione ma limitandosi a restaurarlo qualora venga violato. Una giustizia, insomma, che non si propone nè di evitare il male, nè di migliorare ciò che si ritrova tra le mani come già dato, creando del bene prima assente e trascendendo la logica dell'equazione.

Se tale giustizia appare legittimamente valida agli occhi di chi, nel nome di un buon senso che ha preso atto dell'inestirpabilità del male per le misere forze della specie umana, sa che tutto ciò che si può sperare consiste, nella maggior parte dei casi, in un pallido rimedio alle sventure che non siamo in grado di evitare in partenza, mi sembra tuttavia altrettanto legittimo far presente che essa non è nè l'unica, nè la più alta forma di giustizia in cui, proprio come specie umana, siamo chiamati a sperare. Se non si accompagna ad essa anche una forma di giustizia che speri di riuscire a giocare al rialzo creando nuovo bene, allora saremo davvero schiavi dell' "esistente".

Oso una nota conclusiva di carattere "spirituale". Mi chiedo infatti se non sia, forse, in questo senso che vadano interpretati alcuni passi evangelici sulla giustizia che, intuitivamente, sembrano cozzare con le nostre idee comuni, come ad esempio:
"Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due." (Matteo 5:38)


0 Introduzione.

°Perchè questo blog.

Perchè i fenomeni intorno si manifestano sempre più confusi, dispersivi, privi di spiegazione evidente. Pertanto questo è il mio piccolo tentativo di afferrarli, trovare qualche crepa in cui scrutare per disvelarne le radici e le cause, osare la costruzione di qualche schema concettuale in grado di ordinarli. Molto più modestamente, perchè la mia stessa anima, distratta dalla routine quotidiana, sta andando alla deriva. Il blog è una possibilità salutare di ritrovare, rimettere in ordine, affinare le mie idee, trovare occasioni di studio per costruirne altre (le vostre obiezioni, domande, e la semplice coscienza di dover "aggiornare" questo piccolo spazio ogni tanto, sono tutte occasioni per nuove ricerche).

°Di cosa tratterà.
Di società, politica, ideologie, etica, arte, letteratura, teorie della conoscenza e, occasionalmente, di cosiddette teorie del complotto: sia per analizzare le teorie in sè, sia per riflettere su questo fenomeno sociale in genere. Il taglio filosofico sarà generalmente preponderante, qualunque siano i temi trattati. In alcuni scritti, l'utilizzo della filosofia andrà oltre l'impostazione generale del discorso, e diverrà fonte di tematiche che prenderò direttamente in esame.

°Con quale frequenza lo aggiornerò.
Non ho stabilito alcun preciso "giorno dei nuovi post" a scadenza fissa. Cercherò, comunque, di tenere almeno un aggiornamento settimanale.

°Chi sono.

Sono uno studente (ahimè fuori corso) di Lettere Moderne, aspirante studioso di filosofia, di tendenze politiche di sinistra (con sfumature, toni e convinzioni del tutto eterodossi rispetto a qualsiasi attuale partito politico)
ostile all'attuale diffusa "moderazione" (nel senso negativo di acquiescenza), alle convinzioni che non sono motivate da neppure un tentativo di ragionamento, all'irrigidimento dei cuori e delle coscienze, alla mancanza diffusa di passione, solidarietà, amore per la bellezza. Sono un cristiano cattolico amante della ragione (ma lontano da qualsiasi disprezzo per gli istinti e i sentimenti) e con convinzioni sociali di sinistra. Questo è quanto necessario premettere in una brevissima presentazione. Il resto che sarà opportuno farvi conoscere, potrete dedurlo direttamente dai miei futuri scritti.

Buona lettura,
Aaron.


 

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